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Discorso del presidente del 07/11/09

Gentili Signore,
Gentili Soci del Lions Club Altamura Host,
CarissimoOspiti

Con vivo sentimento di soddisfazione ho il piacere di proporvi oggi il 5° incontro di questo anno sociale in questo ambiente cosi’ particolare e con un relatore di indubbio prestigio.

L’occasione della Santa messa appena celebrata dal Rettore Don Nunzio Falcicchio in memoria dei nostri Soci e dei nostri cari e’ stato giusto spunto per parlare di un argomento cosi attuale e dibattuto come il testamento biologico che impone conoscenze tecniche ma anche un richiamo alle proprie convinzioni religiose e di coscienza.

La parola TESTAMENTO viene presa in prestito dal linguaggio giuridico riferendosi ai testamenti tradizionali dove di solito si lasciano scritti di proprio pugno per la divisione di beni materiali per i beneficiari.

Lo stesso documento nel mondo anglosassone viene chiamato LIVING WILL ,impropriamente inteso e tradotto come volonta’ del vivente.

L’argomento di oggi ci spinge in pratica a decidere quello che vogliamo fare quando saremo alla fine e a predisporre cio’ che vogliamo fare di noi quando non ci saremo piu’

La volontà della SORTE della persona passa nel testamento ai congiunti diretti di primo grado o ai rappresentanti legali qualora la persona non sia in grado di intendere e di volere per motivi biologici.

Quale migliore relatore avremmo potuto avere il piacere di ospitare se non il Prof Filippo Maria .Boscia,da lunghi anni legato al nostro Sodalizio e attuale Presidente della Società Italiana di Bioetica?

La destinazione dopo la morte dei nostri organi,la legittimita’ del rispetto delle decisioni riguardanti il destino del nostro corpo ,la stessa legittimita’ della “propietà del nostro corpo sono le implicazioni che il testamento biologico vorrebbe risolvere.

Ma nel testamento biologico ci sono anche la volontà o meno di essere cremati,il consenso ad una terapia del dolore,alla nutrizione artificiale e il consenso o meno all’accanimento delle terapie.

In Italia si sta definendo una apposita legge che consenta di pianificare le volontà personali e una legge è necessaria perché l’articolo 32 della nostra Costituzione stabilisce che ….” Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge…”.

L’Italia ha gia’ compiuto qualche passo in tal senso con la Convenzione su diritti umani e la biomedicina (vedasi le disposizioni del 28 marzo 2001 n°145 e di Oviedo del 1997 che stabiliscono che …” i desideri se espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che al momento dell’intervento non e’ in grado di esprimersi,saranno tenuti in considerazione…:

Lo stesso Codice di deontologia medica,in aderenza alla convenzione di Oviedo afferma che il Medico dovrà tenere conto delle precedenti manifestazioni di volontà del paziente.
Infatti il Comitato Nazionale di BIOETICA afferma che i medici dovranno non solo tenere in considerazione le direttive anticipate e scritte su un foglio firmato dall’interessato ma anche documentare per iscritto nella cartella clinica le sue azioni rispetto alle dichiarazioni che sono state anticipate ,sia che vengano attuate che disattese.

L’Italia tuttavia non fa parte della convenzione di Oviedo per la mancata ratifica della convenzione stessa presso il Consiglio d’Europa,nonostante che il Presidente della Repubblica abbia autorizzato tale ratifica gia’ dal 2001.

Non e’ occasionale la sede in cui ci troviamo a parlare di questo argomento in quanto la Chiesa Cattolica ha una precisa posizione in questo contesto

Il cardinale Bagnasco ,presidente della CEI ,ha sollecitato il Parlamento a varare una legge sul “fine vita” che,riconoscendo valore legale e dichiarazioni inequivocabili e rese in forma certa ed esplicita , dia tutte le garanzie sulla presa in carico dell’ammalato e sul rapporto fiduciario fra lo stesso ed il medico , cui e’ riconosciuto il compito di vagliare i singoli atti concreti e decidere in scienza e coscienza fuori dalle gabbie burocratiche.

Lo stesso Bagnasco raccomandava di recente di dare corpo al FAVOR VITAE che la Costituzione Italiana difende e di non mascherare nelle Legge alcuna forma di eutanasia o di abbandono delle cure che la Chiesa non condivide.

I recenti casi di cronaca di Eluana Englaro e Luca Concioni hanno dato una spinta all’iter parlamentare perché stimolano la coscienza della gente e richiedono trasferimenti legislativi nella pratica medica.

L’occasione della Messa per i Defunti e’ stata quindi giusta possibilita’ per ascoltare lo stato dell’arte attuale e per aprire fra voi Soci ed ospiti che questa sera siete gentilmente accorsi un dibattito che possa fugare i nostri dubbi.

Lo spessore dell’Oratore,le parole ascoltate da Don Nunzio che ringrazio per la cortese ospitalità che spero possa rinnovarsi in appresso,sono imperdibili occasioni per farci crescere ed elevare il livello del nostro percorso culturale nell’ambito del Lionismo migliore e delle nostre coscienze personali.

Vi invito pertanto ad ascoltare con la dovuta attenzione le parole del Prof. Boscia per poi poter rivolgergli adeguate osservazioni.

Vi ringrazio di cuore inoltre cari Soci per la recente testimonianza di compatezza che avete saputo dimostrare negli ultimi incontri, promettendovi tutto l’impegno mio personale e del Direttivo eletto per continuare il nostro iter in questo anno sociale con sempre maggiore entusiasmo e con sincera amicizia.